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Beyonce sorpassa Madonna con la vittoria ai VMA

E' ormai Beyonce la regina degli Mtv Video Music Awards. La cantante ha infatti battuto il record di Madonna arrivando a 22 statuette contro le 20 della rivale. Delle sue undici nomination, infatti, sei le hanno fruttato un Moonman, il premio assegnato da MTV. Fra le categorie vincenti, il video dell'anno, per Formation, giudicato anche miglior video pop, miglior coreografia, miglior regia, editing e fotografia, oltre al miglior video femminile, con Hold Up. 

E' stato dato spazio anche a David Bowie, con la vittoria postuma per l'Art Direction di Blackstar, mentre Hello di Adele si è trovato sconfitto in tutte le categorie a cui partecipava, ben sette. Agli uomini sono rimasti, fra gli altri, il miglior video maschile, This is what you came for di Calvin Harris con Rihanna, e il miglior video hip hop, Hotline Bling di Drake.

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La vendita dei biglietti traina l'industria dell'intrattenimento

È la vendita dei biglietti a trainare l’industria dell’intrattenimento, almeno secondo i dati riportati dal sito IQ e riguardanti Vivendi e CTS Eventim. Le due aziende hanno pubblicato i profitti per il 2016, mostrando come in una situazione di crescita relativa o di perdita sono state invece le sussidiarie per la vendita di biglietti a crescere.

È il caso di Vivendi, azienda parigina che ha perso l’1 per cento ma con una crescita del 6.9 per cento per il Vivendi Village. Percentuali ancora più alte per la tedesca CTS Eventim, che ha perso il 5.5 per cento rispetto al 2015 ma ha avuto un margine del 10.9 per cento per quanto riguarda i biglietti. Entrambe hanno acquisito nuove piattaforme dedicate nel corso del 2016.

Entro il 2020, comunque, è prevista una crescita del numero di biglietti venduti tramite applicazioni mobili del 20 per cento all’anno.

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La musica su Youtube? È solo il 4 per cento del totale

I video musicali rappresentano solo il 4.3 per cento dei video su Youtube, secondo i dati dell’agenzia Pexeso, con base a San Francisco. Sono invece il 33.4 per cento gli account relativi ai videogiochi e il 18.9 quelli di intrattenimento generale.

È alto anche il numero di account con contenuto generato dagli utenti, con un 14.3 per cento. Insomma, la musica è quasi al gradino più basso, superata anche dallo sport.

L’industria musicale e YouTube si trovano su due lati molto opposti: la prima parla del 40 per cento di consumo musicale contro un 4 per cento dei profitti per loro, il canale dice invece che gli account sono solo il 2.5 per cento del totale. Secondo il nuovo studio, invece, l’utente medio passa solo un’ora al mese a guardare contenuto musicale su Youtube.

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Il cervello di Sting svela i segreti della musica

 

Sting ha deciso di prestare il suo cervello alla scienza. Il cantante si è infatti fatto fare una tac per cercare di capire come funzionino le connessioni nelle persone altamente creative come gli artisti. I risultati dello studio della McGill University sono stati pubblicati su Neurocase.

Al cantante sono stati sottoposti diversi generi musicali, dal pop al jazz, dal R&B, al tango, al rock, addirittura al Muzak. È così stato possibile «creare una mappa di come il cervello di Sting organizza la musica». I dati sono stati poi analizzati per cercare di capire quali canzoni siano simili ad altre per il cantante.

«Il cervello di Sting ci ha fatto notare connessioni fra brani musicali che conosco bene ma non ho mai messo in correlazione l’uno con l’altro» ha spiegato lo scienziato Daniel Levitin, riferendosi per esempio a Libertango e a Girls dei Beatles, oppure a Moon Over Bourbon Street, di Sting stesso, e Green Onions di Booker T. 

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