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Continua l'odissea dei performer al festival SXSW, negati altri accessi alla frontiera

Aumenta il numero dei performer che non hanno avuto accesso agli Stati Uniti nell’ambito del festival South by Southwest. Dopo gli italiani Soviet Soviet, il problema ha riguardato gli egiziano-canadesi Massive Scar Era. Anche la band aveva compilato il modulo Esta, senza richiedere il visto P-2 perché la partecipazione avrebbe riguardato solo aspetti promozionali e non sarebbe stata pagata.

La frontwomanCherine Amr ha sottolineato su Facebook che, nel suo caso, anche il passaporto egiziano può essere stato un problema.

Anche il producer danese Eloq è stato incarcerato per una notte come i Soviet Soviet, avendo la «documentazione sbagliata» secondo le autorità. Lo stesso è capitato ai jazzisti britannici United Vibrations, sostenuti da fondi pubblici del Regno Unito. Secondo i membri della band, nel loro caso la discriminazione ha riguardato problemi razziali-religiosi.

È intervenuta nel Regno Unito anche la Musicians’ Union: «Stiamo cercando di verificare che cosa sta succedendo. È terribile che a questi artisti sia stata negata la possibilità di esibirsi al SXSW. L’ambasciata americana a Londra non ha dato spiegazioni. I parlamentari Nigel Adams e Kerry McCarthy hanno richiesto un incontro», hanno spiegato dal sindacato.

Anche il festival SXSW ha preso le parti dei musicisti, spiegando che basta un visto turistico in questi casi.