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redazione

Assomusica awards Zucchero Sugar Fornaciari with the Best European Tour Award

Assomusica assigned on Saturday, during the final night of the Sanremo Festival, the Best European Tour award for 2016 to Zucchero Sugar Fornaciari, to celebrate a calendar that actually brought him around whole Europe, with thirty dates in a month and a half, since the beginning of October to mid-November.

The singer was on stage at Ariston theatre as a superguest and thanked Assomusica with «I owe you one»

Sole 24 ore: Secondary ticketing, Assomusica scettica sul biglietto nominale: «Alla Scala ha già fallito»

Proseguono le audizioni della VII Commissione Cultura della Camera dei deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno del secondary ticketing.

Dopo Siae e una serie di operatori di primo piano dei settori del promoting e della bigliettazione a sfilare davanti all’onorevole Flavia Piccoli Nardelli è stato Vincenzo Spera (nella foto), presidente di Assomusica, l’associazione di categoria della musica dal vivo. Che ha cominciato con un riferimento a quanto previsto dall’ultima Legge di Bilancio. «Finalmente l’Italia fa qualcosa contro il secondary ticketing. Di questo dobbiamo essere orgogliosi noi che l’abbiamo sollecitato, ma anche i parlamentari che prestano molta attenzione a questo lavoro e che l’hanno poi reso possibile.

Stiamo parlando di un settore che non ha regole e leggi che lo concepiscono. Si sta lavorando alla legge sullo spettacolo, che mi auguro in questa legislatura possa finalmente avere luce. È un elemento importante, dove devono essere capite e concepite le figure professionali. Uno dei punti fondamentali è che questo lavoro lo può fare chiunque. Il tema è la regolamentazione», ha aggiunto Spera. «La nostra associazione in qualche modo si autoregolamenta, però è sempre molto difficile lavorare in un quadro che non ha la definizione di quel settore lavorativo».

Quanto al bagarinaggio online, «i biglietti vengono venduti attraverso dei sistemi che sono direttamente collegati con l’Agenzia delle entrate, quindi se ci sono dei movimenti un po’ particolari io credo che possano essere individuati. Quindi bisogna sollecitare o dare gli strumenti all’Agenzia delle entrate affinché questo avvenga». Bocciata dai promoter l’ipotesi del biglietto nominativo perché «comporterebbe problemi abbastanza grandi.

Ma soprattutto anche problemi tecnici ed economici. Spesso si danno per scontate le cose, ma nessuno ragiona sul fatto che il nostro lavoro avviene in maniera non costante, in luoghi non propri, è un po’ come uno spettacolo viaggiante dove noi andiamo a lavorare in strutture che non sono nostre. E molto spesso non sono idonee, e molto spesso noi investiamo su queste strutture. Intervenendo su vari stadi in Italia è venuto fuori che non erano proprio a norma, e grazie al nostro lavoro le cose sono state sistemate a spese nostre e di chi gestiva gli spazi. Una delle esperienze fallimentari è stata fatta alla Scala, dove si è tentato di fare il biglietto nominativo, e stiamo parlando di una realtà che contiene un pubblico limitato. Non ha avuto riscontro e la cosa è stata abolita.

Ci sono problematiche di tipo tecnico-economico, che è difficile ogni volta andare ad applicare in strutture che non ne sono dotate. Non si capisce perché se è la musica che va a lavorare in un teatro dove normalmente si fa musica classica o opera c’è una regola diversa. In Italia abbiamo regole diverse per la stessa tipologia di spettacolo».

Assomusica President Vincenzo Spera heard by the Culture Commission about Secondary Ticketing

Hearings in front of the Cultural Commission of Camera, one section of Italian’s Parliament, ended today with the intervention of the President of Assomusica Vincenzo Spera. The Commission is chaired by Flavia Piccoli Nardelli, and is hearing on the case secondary ticketing.

«Finally, Italy is doing something against secondary ticketing - the tickets market parallel to that authorized – and we should be proud for carrying that on, as well as MPs who pay much attention to this work and who then made it possible. We're talking about an industry that has no rules nor laws», said Spera.

«Many parliaments and governments, almost simultaneously, are working on the topic secondary ticketing. It is a problem, in fact, that cannot be solved by only one country». A few ideas, added Spera, have already emerged in the proposed legislation and investigations already carried out in other nations: «There is a total war against bots (software allowing the automatic purchase of large quantities of tickets, circumventing the rules imposed by the secondary market sites) in some cases even with criminal prosecution». Another point is the possibility to equip the Agenzia delle Entrate, Italian IRS, of more tools to control the secondary market.

«Another element already contained in the amendment by MP Rampi - continued Spera - is the ability for the individual citizen to resell the ticket». At the same time, it is important to try to avoid «the name on tickets, one thing that would involve quite big problems, even technical and economic». This was already sperimented at Opera House La Scala, with no success.

Italy, however, was among the first to try to push through a law to regulate the issue. «In recent years Assomusica took care of the problem but this as not reflected by the supervisory bodies. We involved MPs on the issue, as this led to a first amendment tabled in October on the Tax Decree, which at the time did not pass».

The same was later taken up, adapted and passed within the Financial Law.

Anche l'associazione consumatori irlandese scende in campo per il secondary ticketing

Anche l’associazione per la protezione dei consumatori, la Competition and Consumer Protection Commission, in Irlanda, è scesa in campo per investigare su agenzie, locali e promoter nel caso secondary ticketing.

Lo spunto per l’inchiesta è la «potenziale condotta anti-competitiva» fra chi opera nel settore della musica dal vivo. Il problema si era fatto sentire in Irlanda in particolare all’annuncio del concerto degli U2 per il tour The Joshua Tree 2017: i biglietti per lo spettacolo a Dublino erano andati esauriti in sei minuti.

La CCPC si affianca così a un’investigazione parlamentare e ha chiesto la consulenza anche di chi si occupi del settore. 

Project NIMPE to be launched at the first edition of Volume Showcase Festival

 

February 2nd to 4th February 2017, Athens

Project NIMPE, funded by the European Union, will be launched at the Volume Showcase Festival. Its aim is to support and encourage the internationalization of companies that produce live music throughout Europe.

For the next 30 months, NIMPE will try to facilitate the exchange of information and provide practical tools to help small and medium-sized enterprises in the field to develop their business.

Project partners besides Assomusica are Danish Den Selvejende Institution Swinging Europe, Drustvo Studentski kulturni Centre from Slovenia, M.E.S.O. Music Events, in Greece, Root Music LTD from Great Britain and the French Technopole Quimper-Cornuaille.

 

The Volume Showcase Festival will be held in Athens from the 2nd to 4th February 2017. The conference introducing NIMPE will happen on the 3rd.  

Here is the day’s agenda:

10:10 Welcoming Speech

 10:30 to 11:30 Panel discussion: "European Music Sector - Why we need a federation" with Vincenzo Spera, Jeremy Davies, Mette Pilgaard Nielsen, Miran Solinc, Georges Perot

11:45 to 12:10: NIMPE: "A new initiative for the European Live Music Sector", with Paolo Varriale, Francesca Billi, Steen Mikkelsen Norman Storm

12:15 to 13:15: Coach Session: "The basic principles of organizing a music event" with Nikos Stefanidis, Lida Roumani, Dimitris Lilis

13:30 to 14:30 Lunch break

14:40 to 15:40 Panel discussion: "(What) does a band need to play abroad?" with Marton Naray, Zsolt Jeges, Michal Wojcik, Bojan Bo Boiadjiev

15:50 to 17:00 Panel discussion: "Grass root talents -emergence through local festivals" with Mike Tsepelis, Nikos Barpakis, Lazaros Damanis

Londra, stabile il numero di piccoli locali nonostante le chiusure

Il numero di piccoli locali a Londra è rimasto stabile, nel 2016, per la prima volta dal 2007 nonostante l’allarme per diverse chiusure anche notevoli. Sono infatti state altrettanto numerose le nuove aperture.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha fatto sapere che si tratta di un «passo avanti per ricostruire la scena musicale» e sottolineato che i piccoli locali sono fondamentali per la nascita di gruppi come i Clash e i Rolling Stones.

I locali, inoltre, portano 91.8 milioni di sterline all’economia della capitale, fornendo anche 2260 lavori a tempo pieno, come riportato anche nel Rescue Plan for London’s Grassroots Music Venues: Making progress. 

Glastonbury, nel 2019 nascerà il Variety Bazaar

Nel 2019 nascerà un nuovo evento collegato al Glastonbury Festival. Il Variety Bazaar nascerà nelle Midlands, dopo che il festival sarà stato a Worthy Farm, la sua casa tradizionale, per l’edizione del 2017 e dopo l’anno di «riposo», nel 2018.

Michael Eavis ha confermato che il festival originale rimarrà comunque a Worthy Farm, nonostante sia necessario negoziare ogni volta con «22 proprietari terrieri» invece di limitarsi a uno come nelle Midlands.

Ecco come migliorare l'uguaglianza secondo le professioniste della musica

Women in Music, evento organizzato dalla Association of Independent Music, è stato l’occasione per parlare dei diritti delle donne nel mondo musicale.

Fra le relatrici c’è stata Amy Lamé, sindaco della notte di Londra, oltre a diverse manager e professioniste del campo. Solo pochi giorni fa era stato pubblicato uno studio secondo cui le percentuali di donne fra i dirigenti si abbassano al 30 per cento nonostante, fra le stagiste e le impiegate di livello più basso, la percentuale sia del 60 per cento.

Nel mondo della musica servono diverse capacità, background e specializzazioni. La mancanza di diversificazione tende a perpetuarsi perché chi occupa posizioni elevate tende a promuovere persone simili, in maggioranza uomini bianchi – che sorpresa».

È importante, secondo le partecipanti all’incontro, migliorare l’equilibrio fra i sessi aiutando altre donne e cercando delle leader che si sforzeranno per cambiare i valori culturalli. Sarah-Anne Grill, tour manager, ha raccontato: «Ieri organizzavo uno spettacolo e un manager si è rifiutato di stringermi la mano. Devo essere al di sopra, pensare a quello che dico, che devo sempre ripetere, e aiutare altre donne».

Un altro problema riguarda le band e artiste: molti festival impiegano solo un 5 per cento di artisti donna. Sarebbe inoltre necessario migliorare la sicurezza ai festival per impedire la violenza contro le donne. Il Safe Music Report, della White Ribbon Campaign, fornisce trucchi pratici proprio a questo riguardo, incoraggiando gli uomini a fare parte della soluzione.

HuffingtonPost: La legge sulla musica arenata in Parlamento

La legge sulla musica attesa da vent'anni? Da sette mesi giace in Parlamento su un "binario triste e solitario" ed è ragionevole aspettarsi che, dimessosi Renzi e affievolitosi malgrado tutto l'orizzonte "vitale" della legislatura, la proposta di legge delega al governo per riordinare il settore giacerà nelle Commissioni parlamentari fino alla liquefazione delle Camere.

Un buon motivo, in campagna elettorale, per riformulare promesse e accalappiare voti nei pressi di una delle categorie più bistrattate e spernacchiate del nostro belpaese. Ma andiamo con ordine, perché la faccenda è un vero guazzabuglio e le responsabilità, a occhio, composite.

Intanto qualche dato Istat, messo nero su bianco nella relazione della (sacrosanta) iniziativa legislativa del piddino Rampi (e subito osannata a giugno sui giornali come fosse già entrata in vigore): il 78,8% degli italiani non ha assistito a un concerto nel 2015, per il resto l'80% di chi ci va lo fa per non più di tre volte l'anno. E sì che il Mef ogni anno registra 7 milioni di ingressi per complessivi 260 milioni di euro.

Non solo, ma nel settore della musica prodotta il settore ha chiuso nel 2015, in attesa di dati più recenti, con un incremento del 21 percento. Insomma, la musica rende su Spotify e cugini, ma le attività concertistiche dal vivo muoiono. La legge sulla musica sarebbe servita a chiudere, in qualche modo, il cerchio sul finanziamento della cultura fatto dal bonus giovani di 500 euro per andare a teatro o ascoltare concerti, con la legge sul cinema e con il progetto complessivo della Buona Scuola.

E sì che la musica dal vivo produce ricchezza, pur misconoscendo a categorie quali compositori o direttori d'orchestra, non dipendenti da Filarmoniche o altri Enti lirici, alcuno statuto imprenditoriale: "Sia che io lavori con la Philarmonie di Radio France che con l'Operaia o con l'Orchestra di Sanremo, dò lavoro e produco reddito che condivido con molte persone. Sono una fonte di reddito per molte persone che, bene o male, sanno che, nel computo mensile dei guadagni, possono contare su di me; quindi, non capisco perché noi non si possa essere inquadrati in un contesto che protegga e incrementi il nostro lavoro, finalizzato al bene comune. Noi compositori e direttori d'orchestra dobbiamo essere comparati a piccoli imprenditori", si sfoga per esempio Massimo Nunzi, uno dei più attivi musicisti italiani, che ci invidiano all'estero; tra i pochi immune, peraltro, al virus del piagnisteo e del super-io diffuso tra i pentagrammatisti.

Ma di cosa, più esattamente, avrebbe bisogno il settore, che è disciplinato ancora, tra l'altro, dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931?

Il progetto di delega è chiaro: di almeno 50 milioni di euro all'anno, istituendo un apposito (ennesimo) Fondo ad hoc nel bilancio del Ministero dei beni e delle attività culturali. Soldi che servano a realizzare o ammodernare tecnologicamente strutture per fruire della musica, rivedendo la normativa tributaria applicando un'aliquota unica per pareggiare le disparità tributarie previste, prevedendo regimi fiscali agevolati, riservando quote per le opere dei talenti emergenti, attribuendo - appunto - lo status di piccoli e medi imprenditori a chi organizza e produce spettacoli, stabilizzando il credito di imposta per i costi sostenuti per attività di produzione dei concerti di musica contemporanea dal vivo.

Misure ragionevoli per un settore che, oggettivamente, produce ricchezza e che, se disciplinato, ne potrebbe produrre assai di più. E allora, perché non si fa? Alle cicliche crisi della finanza pubblica, è ovvio, si aggiunge l'atavica ritrosia nazionale a investire effettivamente sulla cultura, specie in momenti storici in cui ogni urgenza, a torto o ragione, porta a rimandare l'idea di mettere la posta in una casella a rischio presunto.

Ma c'è una ragione, collaterale, in più: l'habitat in cui etologicamente crescono i musicisti produce un brodo di coltura fatto di ego ipertrofici, discrasie, gelosie, zuffe da pollaio, difesa di rendite di posizione e pedanterie da logici medievali sui termini, che tradizionalmente hanno impedito alla categoria vessata di presentarsi "unita" nelle sedi istituzionali con proposte chiare.

Basta, d'altronde, farsi un giro in rete o per i social e vedere quanto, al secondo salamelecco di consenso e tributo l'un con l'altro, parta subito dopo una bizzarra guerra di religione tutta interna alla categoria. Nella musica popolare c'è pure il jazz? E perché il jazz sì e il pop indie no? E cos'è il jazz? E chi è professionista e chi non professionista? E cosa definisce la musica contemporanea? Ma nella musica popolare c'è solo il folk o pure il rock underground?

E via via dimenticano, o vogliono dimenticare, il tema di fondo: un regime fiscale sostenibile e finanziamenti adeguati alla musica dal vivo. E nella zuffa dei possibili beneficiari la scelta inevitabile del legislatore è lasciarli scannare e non entrare in una landa che poi scontenterebbe tutti.

Il risultato di questo lo scrive chiaramente Victor Solaris (che rispetto a una legge che non arriverà mai, propone intanto piccole misure ad hoc di modifica sul regime fiscale previsto dal testo unico sulle imposte e sui redditi) su Sos Musicisti, una delle associazioni a tutela della professione: "Sappiamo tutti che la risultante di questi problemi ha un solo nome: sommerso. Tollerato, umilante, indecoroso sommerso!".

Già, perché fino a oggi il nero, se non è la regola, è una prassi piuttosto diffusa - spesso necessitata - nel mondo degli spettacoli musicali dal vivo. Non accorgersene non è solo sbadataggine.

Mashable.com: How Snapchat will change the music industry in 2017

It started with a Twitter video, announcing: New music coming Friday. Then, an Instagram video—revealing a beat, and some lyrics. 

But when globally famous pop star Ed Sheeran wanted his fans to experience the first true listen of his new music, he turned to Snapchat. With an augmented reality lens, people could put on a pair of sunglasses, surround themselves in lights, and listen to the first 30 seconds of Sheeran's new track. 

Fans who uncovered the hidden surprise along with fellow artists like Shawn Mendes (who isn't a stranger to the power of social apps) helped hype the track before Sheeran released it later that night. 

Sheeran's use of Snapchat is just the most recent example of how the app—and its community—have emerged as powerful distribution tools for new music. Where other digital platforms are plagued by piracy issues, Snapchat has taken on the role of a DJ, with artists hoping to partner up, and get their song played within innovative, fun, engagement-heavy formats. 

For example, over the last two months, Snapchat users have been able to wear a different pair of shades, and bob their heads to a clip of rapper Sage the Gemini's song "Now and Later." 

But unlike other marketing rollouts, for both Sage the Gemini and Ed Sheeran, there wasn't even any mention of the artist on the Snapchat filter. But users eventually found their way to the name of the song.

And the artist himself had the opportunity to close the mystique gap, and re-promote himself as the one behind the track.

"This type of partnership had never been done before with an emerging artist," said Chelsea Gavin, director of marketing at Artist Partners (who works with Sage the Gemini). 

"Together we were able to enhance a lens sonically," explained Gavin, "maximizing user experience, which translated into a lot of curiosity around the artist." In other words: They knew they had a good song on their hands. They delivered it to Snapchat's users. And Snapchat's users then went looking for the song. The plan was simple. The results? Substantial.

From November to December, Sage the Gemini's "Now and Later" jumped from 1.1 million to 5 million monthly listeners on Spotify. 

Snapchat's been getting deeper into offering a wide variety of different types of media, including newspolitics and sports. In some cases, Snapchat is paying a licensing fee for the content. In others, there's an ad revenue split between publishers and Snapchat.

Entertainment and music are perhaps the most lucrative to (and in line with) the company projecting itself as a lifestyle brand as they convince influencers, publishers and advertisers to spend more time and money in the app. It's all the more important to the company's fate, as Snapchat prepares to go public later in 2017. 

While other digital networks like Facebook and YouTube combat the wrath of the music industry hoping to secure more rights, Snapchat has cemented a good reputation with the artists and label—for now. In order to keep its place of prominence, it's building more experiences that cater to the discovery and sharing of new music—a promotional machine for an industry that needs all the help it can get. 

An overdue duet

Snapchat's embrace of artists isn't that surprising, given Snap CEO Evan Spiegel's publicly evident passion for music. His tastes are available to peruse via his Hype Machine account, where you can see he's a fan of Goldroom, Chance The Rapper and The Chainsmokers. 

"Sometimes there can be challenges as a platform grows, but [at Snapchat], they're all passionate music fans, and have the interest of advancing the artist," said Chris Mortimer, head of digital marketing at Interscope Records. 

Regarding opportunities, Spiegel was once interested in buying a record label and partnering with video hosting site Vevo, as revealed in leaked emails by Sony Entertainment CEO Michael Lynton from the 2014 hack.

Those deals haven't come to fruition, and perhaps that's for the better. Running a label "means taking 100 shots and hoping you hit a couple, and focusing in on that," said Scott "DJ Skee" Keeney, founder of Dash Radio. 

"Evan has a great idea around cutting through the noise and focusing on talented artists to promote on his platform. However, this isn’t what a record label does. This is what radio does," Keeney said. 

This isn't the first time Snapchat's shown interest in promoting music. They featured a Goldroom song in the promo video for Stories. It was a partnership that began via a "cold email" from the Snapchat team to Goldroom. 

Snapchat's latest promo for its new video-camera product Spectacles used "The Less I Know The Better," by indie rock darlings Tame Impala. 

Snapchat works with each partner to make sure any music used in a lens or in a promo video is properly licensed. Specific terms are confidential. 

"If [Sage the Gemini] got paid per use, he would be making so much money especially from my friend group."

But typically Snapchat pays artists to license songs. For now, that doesn't mean you should expect a bidding war for access like you do with a traditional ad buy, according to someone familiar with the program. 

"Snapchat is very supportive of artists, and I think they'd always rather support someone they believe in over the highest bidder," the person said.

For lenses, in particular, it's unclear if Snapchat pays per stream or for a one-time license fee. 

Sheeran's lens had the prime placement from Friday to Sunday. That's more than $500,000 worth of real estate per day, according to people familiar with Snapchat's ad pricing. 

These experiences are organized by Snapchat's music partnerships team, which is led by VP of Partnerships Ben Schwerin and Head of Music Partnerships Glenne Christiaansen.

As evidenced by the Ed Sheeran and Sage the Gemini rollouts, the company's beginning to build serious, productive and personal relationships with artists and record labels, offering them custom experiences within the app. They're also a new kind of effective, viral experiences other social networks have yet to come close to rolling out—at least for the time being, Snapchat is in a league of its own. 

Authenticity by design 

Snapchat's positive relationship with the music industry is also to the credit of the specific design and core functionality of Snapchat itself. The service has been able to cater to artists' needs, without being burdened by conflicts over the piracy issues that plague their contemporaries. 

Facebook and YouTube, where videos can last for an unlimited time and are saved permanently, both struggle with substantial piracy violators, and have devoted massive resources to fighting the uphill battle that is curbing these issues. Snapchat, on the other hand, has a core offering that consists of 10 seconds of video, which later disappear.

As the app expands from messaging to media, Snapchat's weaved music across its business. By showcasing concerts through the Live Stories tab, premiering songs and music videos, and connecting viewers directly to artists, Snapchat has melded the advantages of the old (radio and MTV-like visuals) with real-time conversation and cutting-edge tech like augmented reality.

"Using Snapchat to connect fans with a music experience is like editing a real-time documentary," Chris Williams, chief product officer for iHeartRadio, told Mashable. "Unlike the other social platforms where you curate posts, with Snapchat you are capturing and editing what you want to share on the fly, so there is an immediacy and authenticity to what we post."

Again, these projects have yielded the kind of demonstrable results that's made music industry insiders frothy to form a relationship with the app, the company behind it, and its user base. For Snapchat's Live Stories of the Video Music Awards, MTV generated 12 million unique viewers in 2015. 

For 2016's VMAs? 21 million unique viewers. 

Snapchat's also taken on a similar role to MTV by premiering and debuting music videos from Madonna, Goldroom and The Weeknd. While the company may be encroaching on the traditional fame of MTV by securing its own exclusives, MTV and other music-focused media companies have vied for and secured coveted positions on Snapchat's Discover network as well. 

"What’s great about Snapchat Discover is that you can tell a story around the music video premieres, and add context," said Bruce Gillmer, executive vice president of music and talent programming and events internationally for MTV. 

MTV's also producing original shows on the app—something Snapchat has prioritized for its partners going forward, and reportedly, one of the reasons Warner Music Group was removed from the platform. 

"We are second to none when it comes to giving fans access or exclusive interviews with iconic artists and emerging talent," Gillmer said, "making us truly stand out on this platform."

Both MTV and iHeartRadio have remained cheerleaders for Snapchat. 

"The future of music on Snapchat relies on great partnerships with recording artists who love the platform and trust iHeartRadio," said Ina Burke, vice president of original content for iHeartMedia’s Entertainment Enterprises.

Keep the artist happy 

Record labels and artists see mutual value in using Snapchat personally and professionally. Artists, just like any social media user, can be fickle to jump to the next platform, yet Snapchat's lifestyle culture and cool products are convincing them to stay. 

"It's one of the last places where it doesn't feel like you're curating a persona with every post," said electronic musician Josh Legg, aka Goldroom. "Snapchat is still my favorite platform for interacting directly with fans. They aren't burdened by character limits, and because it all feels more private, I think people get a better opportunity to see the real me."

DJs were some of Snapchat's earliest big creators. While Vine was a somewhat demanding and confusing network for creation and discovery, Snapchat offered them authenticity and simplicity.

"When I started to realize the demise, the Vine influencers weren’t the first to go. They obviously had a lot to invest. The ones that were first to go were the celebrities like Diplo and Skrillex," said one long-time former employee at Twitter, who used to work closely with Vine.

"Vine asked celebrities not to repurpose content from other platforms and only create original content, which just wasn't realistic," the insider continued. "Snapchat allowed them to create daily, lower production value content, which didn't live forever, and that just ended up being way more appealing," 

Searching for the next hit  

Snapchat has transformed into a new way to discover music. The latest integration with Shazam—where you can use Shazam at any point within Snapchat to identify the music playing around you—points to the potential for Snapchat to connect with other music apps like Spotify, SoundCloud, YouTube and Vimeo. 

"Music is an inherently social activity, and Snapchat’s incredibly popular platform seemed like a perfect fit," said Shazam CEO Rich Riley. 

Shazam declined to disclose if Snapchat is now taking a cut of the referral fees Shazam generates from music download stores. Yet: Even if Snapchat is now pulling some of Shazam's profits, the partnership with Snapchat's more than 150 million daily active users surely helps generate enthusiasm around Shazam, which is 18 years old, and last year, reported it had more than 120 million monthly active users.

Legg said he hoped for more integrations with music platforms in the future. "Personally I love to play music in my snaps, and I think I get asked more about the songs than anything else. I'd love to have some sort of simple connectivity with Spotify," he said. 

Mortimer of Interscope Records said he predicts a strong future of Snapchat, based on its past successes: "Snapchat has helped move mainstream adoption of two technologies: QR codes and augmented reality. I think what's next is Spectacles, offering a perspective that nobody has except the artist themselves."  

Those artists are exactly who Snapchat must continue pleasing if the company wishes to thrive—via continued user engagement and via sustainable revenue offerings—and avoid the fate of Vine. 

"As artists continue to innovate on Snapchat, fans will continue to follow it," Mortimer said.

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