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Start Up Imprese innovative, finanziamenti ministeriali fino all’80% e a tasso zero: come accedere

NON SONO ancora moltissime, ma sono sempre di più.
Si occupano di tecnologia, ma non solo. E sono sotto la lente dell’Unione europea: in termini di attenzione, sviluppo, finanziamenti. Parliamo delle cosiddette “start up”, le aziende “giovani” e spesso fatte da giovani, con tante idee e pochi soldi, vogliose di innovare e, naturalmente, fare soldi.

Che cos’è Smart&Start
L’Italia prova a stare al gioco partecipando in prima persona: l’ultima novità è Smart&Start, un bando che mette a disposizione 200 milionialleaziendechesono in cerca di soldi freschi. I parametri sono piuttosto semplici: sul piatto il governo stanzia finoacirca1milione di euro per le aziende “ad alto contenuto tecnologico” e chehannonei propri piani di impresa investimenti strutturali, allo scopo di raggiungere i propri obiettivi imprenditoriali. I “paletti” impostidalbandosonodiversi: l’azienda deve essere giovane, preferibilmente condotta da giovani, meglio ancora sedadonneosedaricercatori. I soldi vengono erogati con finanziamenti a tasso zero, da restituire nell’arco di otto anni: si può richiederefinoal70% delvalore. Isoldi si possono spendere ancheperilpersonale. Enonc’è una“graduatoria”: si fa tuttoonline e in ordine di arrivo, mentre il sì o il no sono a totale discrezione del ministero.
Particolari agevolazioni per leaziende delSudedella zona terremotata dell’Aquilano, dove sul piatto ci sono anchefinanziamentiafondo perduto (fino al 20%). La proposta è piaciuta, se è vero che nel giro di 24 ore dall’avvio del bando (il 16 febbraio) sulla piattaforma telematica di Invitaliasi erano già presentate oltre 500 aziende. Un vero boom rispetto all’ultima edizione di Smart&Start, quando i progetti finanziati nel corso di un anno erano stati circa 1.250.

L’Europa direttamente
Se Smart&Start è un piano nazionale, è anche vero che si integra con il progetto europeo Horizon2020, un mega- piano da 80 miliardi che mira a rivoluzionare le piccole e medie imprese del continente: più efficienti, più flessibili e tecnologiche. Ma oltre a Horizon, sono diversi i bandi aperti dall’Ue per le Pmi: non solo e non sempre per le “start up”, ma anche per migliorare l’efficienzaelacompetitivitàdelle aziende esistenti. In questosensovannoperesempio Cosme ed Eurostars, che insieme hanno a disposizione unplafond di oltre3miliardi di euro.

Non solo tecnologia
“Start up”, d’altronde, non sempre significa tecnologia, oalmenononquella relativa all’informatica, come si può pensare. Tra le nuove aziende più interessanti dell’ultimo anno, secondo una classifica di Wired Italia, ci sono anche Micro4You, che si occupa dell’utilizzo dei microrganismi per ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico, o 1Caffè, che raccoglie fondi per le associazioni no profit con una piattaforma innovativa. E nonmancano le realtà che s impegnano direttamente nel sociale, senza tecnologia 3.0macon approcci comunque innovativi.

Il crowdfunding
Anche se le opportunità per cercare finanziamenti pubblici per la propria “start up” non mancano, sono tanti quelli che, magari diffidando della burocrazia, si rivolgono direttamente alla Rete per chiede soldi. È semplice, anche se per nulla garantito: si tratta semplicemente di presentare il proprio progetto e sperare che qualcuno, con tanti o pochi soldi, lo finanzi. In Italia ci sono Derev.com, Starsup.it, Crowdfounding-Italia.com, Eppela.it, e naturalmente quelli internazionali piùnoti: Indiegogo, Gofundme, e Kickstarter.

Last modified onGiovedì, 05 Marzo 2015 19:11