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Rapporto Waterson sul secondary ticketing in Gran Bretagna

 

Il rapporto sul secondary ticketing in Gran Bretagna, commissionato dal governo nell’ottobre 2015, è stato pubblicato, come ha riportato il sito IQ magazine, suscitando diverse reazioni all’interno del mercato. Michael Waterson, professore di economia alla Warwick University, ha segnalato nella sua Review di 227 pagine le raccomandazioni riguardo alla questione, facendo notare che mettere un tetto di prezzo non ha mai funzionato anche perché non si sa chi debba far rispettare il divieto, oltre al fatto che I venditori trovano sempre un modo per aggirarlo.

All’inizio del rapporto Waterson parla del mercato britannico, spiegando anche I metodi per tentare di bloccare la rivendita dei biglietti da parte dei venditori primari. In alcuni casi, gli acquirenti comprano più biglietti per rivenderne una parte come “investimento” per pagare i loro posti all’evento. Esistono anche piattaforme di secondary ticketing con più garanzie per il consumatore rispetto ai social media. Esistono alcuni benefici, secondo Waterson, ma I prezzi molto più alti sono un grande e controverso problema.

Fra le otto raccomandazioni di Waterson c’è l’importanza di un’investigazione a livello nazionale e anche di polizia per controllare che non vengano infranti I diritti dei consumatori stabiliti nel Consumer Rights Act e che le violazioni siano multate fino a cinquemila sterline l’una. Il governo, inoltre, dovrebbe considerare la possibilità di obbligare I rivenditori a dotarsi di licenze obbligatorie al di sopra di un certo numero di biglietti venduti se non saranno facilmente identificabili I gestori di queste aziende. Servono inoltre maggiori informazioni sui prezzi, possibilità di chiedere un rimborso e di conoscere il range di prezzo.

Raccomandazioni sono state rivolte anche ai rivenditori primari di biglietti, che devono considerare seriamente la possibilità che I biglietti siano acquistati in massa da persone che non hanno intenzione di partecipare all’evento. Un gruppo di 35 manager, agenti e promoter ha accolto le raccomandazioni chiarendo che «ai fan deve essere data la possibilità di comprare e scambiare I biglietti al prezzo stabilito in partenza. Il settore musicale ha un ruolo importante nel portare avanti il cambiamento e vogliamo impegnarci per lavorare con partner e promuovere pratiche a favore dei consumatori».

Stuart Galbraith, fondatore di Kilimanjaro Live, ha invece detto di essere deluso dalla conclusione del rapporto secondo cui I consumatori non devono essere protetti con una legge ad hoc. «Il secondary ticketing è illegale e impunito ma secondo Waterson l’industria si deve autoregolare». Galbraith, invece, sostiene la criminalizzazione del bagarinaggio.