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Negli Stati Uniti la guerra al secondary ticketing passa dalle leggi ai rapper

È iniziata negli Stati Uniti la discussione sul Bots Act, una proposta di legge per Better Online Ticket Sales, migliori vendite di biglietti online. A promuovere il Bots Act ha pensato anche Ticketfly, servizio di distribuzione di biglietti di proprietà della radio in streaming Pandora.

Se passasse la legge proibirebbe di «aggirare le misure di controllo usate dai venditori di biglietti su Internet per assicurare un accesso equo per ogni evento ai consumatori». Sarebbero quindi criminalizzati i bot, cioè software che permettono di acquistare biglietti multipli senza contare le limitazioni.

Sono 5 miliardi l’anno, secondo le stime, le quote ottenute da chi acquista i biglietti per rivenderli sul mercato secondario. «Sono un danno per tutto l’ecosistema musicale, dai fan agli artisti ai locali ai promoter», ha specificato Katie Peters di Ticketfly.

Già nello Stato di New York e nella città di Washington c’erano stati tentativi di multare l’uso dei bot.

Al di là della legislazione, ci sono anche artisti che stanno cominciando a muoversi con crociate contro il mercato secondario. Chance the Rapper, fra i più agguerriti in questa campagna, ha acquistato dai bagarini circa duemila biglietti per il festival da lui organizzato il 24 settembre, il Magnificent Coloring Day, e ha intenzione di rivenderli a 45 o 75 dollari l’uno.