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Negli Stati Uniti proposto il Boss Act per regolare il secondary ticketing

Negli Stati Uniti potrebbe entrare in vigore il Boss Act, una legge per regolare il mercato del secondary ticketing e del bagarinaggio. Il nome è un acronimo per Better Oversight of Secondary Sales and Accountability in Concert Ticketing, migliore vigilanza sul mercato secondario e responsabilità nei biglietti dei concerti, ma ovviamente è un richiamo al soprannome di Bruce Springsteen, artista particolarmente impegnato nella lotta al bagarinaggio.

La proposta di legge è stata presentata alla Camera dal deputato democratico Bill Pascrell e ha avuto commenti positivi. Prevede che la Federal Trade Commission regolamenti la vendita primaria, la distribuzione e il prezzo dei biglietti, compreso decidere il numero massimo che si può acquistare e vietare le restrizioni ai luoghi in cui si possono rivendere i biglietti.

Il mercato secondario, d’altra parte, deve verificare che chi vende il biglietto ne sia in possesso effettivamente o abbia un contratto vincolante per acquistarlo. Potrebbero anche essere proibiti i software bots, già illegali in diversi Stati americani, utilizzati per prevenire le misure di sicurezza e i controlli. Infine, i siti di rivendita online non devono essere affiliati in alcun modo con i locali o gli artisti.

Il Boss Act è stato apprezzato anche dall’associazione consumatori perché «richiede una maggiore trasparenza nel mercato primario e proibisce pratiche come la speculazione». Una prima versione era stata proposta dallo stesso deputato nel 2009 quando aveva scoperto che una sussidiaria di Ticketmaster aveva venduto troppi biglietti per concerti di Bruce Springsteen.

Solo il mese scorso il procuratore generale dello Stato di New York, Eric Schneiderman, aveva multato diversi rivenditori che usavano i bot per 2.7 milioni di dollari e annunciato l’introduzione di una legge che renda questa pratica punibile penalmente.