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New York, citata in giudizio la AEG Live: 'Collusa col mercato secondario'

 

La notizia, sui media statunitensi, è stata derubricata a spigolatura quasi umoristica, con titoli del tipo "Fan denuncia colosso del live entertainment perché non riuscì a vedere Bon Jovi e Justin Bieber a un prezzo abbordabile". E, di fatto, quello che è successo è esattamente questo: Jessica Pollard, un'appassionata newyorchese, ha citato in giudizio AEG Live, colosso mondiale della musica dal vivo che divide con Live Nation il mercato globale dei live show, accusando i dirigenti della società di averla costretta a rinunciare agli spettacoli di due dei suoi artisti preferiti a causa dei prezzi esorbitanti raggiunti dai tagliandi sul mercato secondario.

 

 Detta così, sembra una delle citazioni in giudizio sul crinale della comicità che intasano le corti d'oltreoceano, ma a esaminare la pratica depositata presso il tribunale del New Jersey - che TMZ.com ha puntualmente intercettato - si scopre come la denuncia sia molto più circostanziata di quanto possa apparire in prima istanza: la Pollard sostiene che AEG Live abbia ceduto buona parte dei tagliandi direttamente ai broker che operano sul mercato secondario (figure in qualche modo assimilabili ai bagarini), che - ovviamente - avrebbero avviato una speculazione gonfiando i prezzi degli stessi. Cosa non proibita, negli USA, ma regolamentata - a livello locale - da una disposizione del New Jersey Consumer Fraud Act, che concede ai promoter di non immettere direttamente sul mercato primario non più del cinque per cento dei tagliandi emessi in origine, in modo da evitare pericolose collusioni - specie in occasione di eventi al altissima richiesta di ingressi come quelli dei Bon Jovi e Bieber - che potrebbero vedere organizzatori e broker distorcere le normali dinamiche del mercato per spartirsi i frutti di una speculazione creata ad hoc.

Le prospettive? In mancanza di una presa di posizione di AEG, che fino ad oggi ha preferito non esporsi al proposito, la vicenda - se non l'archiviazione - potrebbe avere due possibili sviluppi: il primo, la spettacolare class action all'americana nella quale schiere di fan imbufaliti si accoderebbero, anche ingenuamente, nella crociata contro il colosso che impone in tempi di crisi sacrifici agli appassionati. Il secondo, un'indagine sui flussi che seguano i biglietti una volta emessi da un promoter in un paese dove il secondary markeracquista di anno in anno popolarità. E che, sebbene editorialmente meno appetibile rispetto ad un sit-in di belieber, potrebbe scoperchiare un vaso di Pandora...

fonte: rockol.it



 

Last modified onSaturday, 12 November 2016 11:47